Proiezione

Il proiettile, sottratto al contesto, perde la sua funzione immediata e si offre come forma, esposta e trattenuta nello spazio dell’immagine.

L’opera attiva uno slittamento verso il concetto psicologico di proiezione: il proiettile diventa lo schermo su cui si depositano tensioni collettive, paure diffuse e strategie di controllo. Non è più soltanto un oggetto operativo, ma un punto di condensazione di ciò che una società espelle da sé per renderlo leggibile e gestibile.

La fissità dell’immagine immobilizza l’oggetto senza neutralizzarlo. Il proiettile non agisce, ma continua a esercitare una pressione simbolica: si configura come una presenza latente, in cui protezione e minaccia coesistono senza risolversi.

In questa sospensione, l’opera non rappresenta un evento, ma una condizione: quella di un potere che si fonda sulla possibilità costante della sua attivazione.---

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