La mia ricerca indaga il sistema di codificazione attraverso cui gli oggetti definiscono il posizionamento dell'individuo all'interno della struttura sociale.

Non considero l'oggetto come un elemento inerte, bensì come un dispositivo attivo, capace di istituire gerarchie, sancire appartenenze e regolare le dinamiche del riconoscimento collettivo. Il mio lavoro si concentra sull'osservazione dei segni di status, di fede e di coercizione, analizzandone la capacità di farsi architettura del reale. Ogni oggetto, dalla posata che articola il rituale domestico al monile che testimonia un vincolo, agisce come una clausola implicita che definisce il valore e la posizione dei soggetti nello spazio pubblico e privato. In questa analisi, l'oggetto cessa di essere accessorio per divenire il fondamento del rito: è il mediatore che permette alla società di leggere e misurare se stessa.

Attraverso la serialità e la focalizzazione analitica, il mio sguardo isola questi elementi per esporre la trama di aspettative e protocolli che essi sottendono.

Indagando il legame tra il bene materiale e la sua funzione di marcatore sociale, evidenzio come l'importanza non sia una qualità astratta, ma il risultato di una convenzione costantemente reiterata.

L'opera si pone quindi come una ricognizione sulle strutture di potere che operano in modo silenzioso e pervasivo, interrogando la natura del vincolo che lega l'identità individuale ai segni tangibili che la circondano.


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